Troppo spesso le persone che svolgono il loro lavoro nei servizi sociali vivono l’organizzazione e le sue regole come impedimenti e vincoli che ingabbiano l’esercizio spontaneo e libero dell’attività. Le nobili idealità che animano il lavoro sociale sembrano soffocare sotto il macigno della burocrazia che, si dice, comporta solo limiti e ostacoli alla realizzazione dei propri progetti.
D’altro lato chi opera nel sociale riconosce che non è possibile ridurre tutta l’attività a dinamiche personali, affettive e spontanee ma che è necessario dare sistematicità all’azione e coordinare gli sforzi verso obiettivi coerenti tra loro in modo da poter anche razionalizzare le risorse. In breve occorre organizzazione.
Questo testo si propone come un supporto rivolto a chi vuole capire un po’ di più la propria realtà, uno stimolo per invitare ad approfondire problematiche anche confrontandosi con alcuni casi illustrati, un tracciato da percorrere per perseguire uno sviluppo positivo della propria situazione.