Nelle ricerche sulla psicologia dello sviluppo si sta affermando la tendenza a studiare il bambino in situazioni naturali invece che in ambienti artificiali o in laboratorio. Al di là degli influssi dell’etologia, l’uso dello strumento osservativo ha una lunga tradizione nelle indagini sul comportamento infantile: in psicoanalisi questa consapevolezza è già ben chiara in Freud.
Il volume vuole mettere a fuoco la riflessione metodologica sull’uso dell’osservazione in un ambito psicoanalitico, tentando un confronto tra le varie posizioni oggi ritenute più significative. La scelta antologica mette a disposizione del lettore i contributi che stanno a fondamento delle più recenti acquisizioni teoriche e applicative.
Negli ultimi vent’anni la ricerca sul primissimo sviluppo infantile ha rivalutato il ruolo del bambino, non più visto come un semplice organismo passivo; e insieme ha concentrato la sua attenzione sulla coppia madre-bambino. L’osservazione di questo rapporto, con i suoi ostacoli e le sue peculiarità, ha consentito di mettere a fuoco un modello che è anche valido per ogni relazione analitica. Le metodologie discusse nel volume si presentano anche come un vero addestramento al “percepire psicoanalitico”, e arricchiranno l’esperienza di quanti lavorano quotidianamente a contatto con i bambini.