In questo libro i ricordi e le riflessioni di una mamma si mescolano al diario dei cinque anni trascorsi con Mauro: un bambino avuto in affido. La Cicogna bendata offre molti spunti di riflessione sull’esperienza dell’affido e sui sentimenti di chi vive un’esperienza di affido familiare. Antonella, madre di tre figli, si identifica in un ideale materno forte e sarà questo sentimento che gli permetterà di accogliere il piccolo Mauro con entusiasmo e naturalezza. La sua esperienza rispecchia il senso profondo dell’affido: la disponibilità ad essere madre di un bambino che un giorno ritornerà dalla sua madre naturale. Proprio per questo “La cicogna bendata” è anche un libro sulla cultura dei diritti e sui conflitti tra i diritti stessi. Con l’affido, infatti, si vuole tutelare il diritto di un bambino ad essere accudito con amore e quello della madre in difficoltà ad essere aiutata per poi riavere suo figlio. Diritti che possono essere rispettati grazie alla disponibilità e all’affetto delle famiglie affidatarie. Il libro non ha la pretesa di stabilire cosa sia giusto e cosa ingiusto. Antonella non nasconde il dolore del distacco ma lo elabora sulla base della consapevolezza di aver vissuto un esperienza che “ha reso tutti migliori”.
