Negli ultimi anni si sono succeduti avvenimenti che hanno posto gli europei di fronte al problema della gestione del rapporto con individui e comunità che esprimono i caratteri della diversità (guerra del Golfo, disgregazione dello Stato jugoslavo, arrivo in Europa di immigrati provenienti da paesi poveri del Sud del Mondo). Questi fenomeni hanno investito anche il nostro paese, suscitando reazioni impreviste. Di fronte all’indifferenza e alle manifestazioni di rifiuto, gli insegnanti si sono rivolti alle istituzioni scolastiche per progettare e realizzare percorsi didattici fondati sui principi pedagogici dell’educazione interculturale.
Il quaderno di innovazione didattica del Cres – che cura l’attività di educazione allo sviluppo di Mani Tese – dopo aver chiarito il significato di parole come stereotipo, pregiudizio, etnocentrismo, xenofobia eccetera, espone in modo analitico e descrittivo lo svolgimento di due unità didattiche sulle dinamiche che regolano i rapporti interpersonali e sulle relazioni che intercorrono tra comunità culturalmente diverse.
Le esperienze sono state programmate nell’ambito di un progetto innovativo che viene divulgato per esemplificare quegli elementi che possano essere trasferiti e applicati in diversi contesti scolastici.