Nel corso degli ultimi anni i gruppi sociali intermedi hanno assunto un ruolo di crescente centralità economica e una nuova crucialità politica. Sono però divenuti al tempo stesso protagonisti di un disagio sociale ed economico in aumento, che stenta a concretizzarsi a livello politico. La crisi prodotta dal processo di terziarizzazione, dall’esternalizzazione di molte funzioni e dalla conseguente espulsione di impiegati, quadri e tecnici qualificati, è economica, ma anche di identità. Prepensionamenti, cassa integrazione, liste di mobilità, dimissioni incentivate, licenziamenti hanno colpito i ceti medi in misura maggiore rispetto ad altre categorie di lavoratori, avendo come effetto la perdita di status sociale, uno strumento del ruolo professionale, l’incertezza circa il proprio futuro.
L’approccio esplorativo della ricerca contenuta in questo volume – la prima indagine di così ampio respiro su questo tema – attraverso una verifica empirica e una raccolta sul campo di dati originali, si spinge a indagare anche questi elementi “soggettivi”, prendendo come campione la Lombardia e l’area metropolitana milanese in particolare.