Il volume si offre come un’analisi storica della cultura informatica italiana nel ventennio 1950-70, attraverso la testimonianza e la riflessione dei protagonisti. I saggi raccolti documentano anzitutto le esperienze, che, tra Milano, Pisa e Roma, hanno portato alla nascita di una tradizione informatica dotata di un preciso statuto scientifico e di un indiscusso ruolo sociale. Ma affrontano anche tematiche di più immediata attualità come l’informatizzazione dei servizi sanitari e più in generale di quelli sociali e della pubblica amministrazione, lo sviluppo della giuscibernetica, la rilevanza dell’informatica per l’organizzazione del lavoro, l’atteggiamento del sindacato nei confronti delle nuove tecnologie elettroniche. Nel complesso, ne emerge un profilo mosso e articolato che, a cavallo tra rievocazione autobiografica e ricostruzione storica, ci restituisce in tutta la sua portata una delle esperienze più significative di questo dopoguerra.