Il volume di Theodor Ebert è la prima opera che presenti in modo organico il sistema di difesa alternativo a quello militare, frutto delle ricerche e delle esperienze dei gruppi nonviolenti ed antimilitaristi europei.
La proposta della difesa popolare nonviolenta rompe il circolo vizioso della violenza, che si nutre e mantiene con sempre nuova violenza. Al tradizionale braccio di ferro, basato sulla conquista di posizioni di forza, oppone la disobbedienza e la resistenza in una società non passiva, ma che attivamente sabota l’oppressore in tutte quelle fasi della vita quotidiana che fanno vivere e funzionare uno Stato.
Adottando questa strategia di non-collaborazione, la popolazione aggredita comunica infatti allo Stato-aggressore che non ne teme le armi; armi che, in realtà, non potranno nemmeno essere impiegate, poiché l’aggressore non si troverà di fronte una resistenza armata da reprimere, quanto piuttosto un’ordinata società civile che funziona in tutto e per tutto, tranne che nell’ubbidienza all’invasore.
La tesi fondamentale di Ebert è dunque che un popolo non può venire stabilmente dominato, se non è disposto a collaborare. Di questa rivoluzionaria concezione della difesa, i saggi raccolti nel volume affrontano i fondamenti teorici, le esperienze storiche, le questioni organizzative e strategiche, le prospettive di attuazione nella realtà.
