Emancipazione della donna, crisi dell’autorità maschile, rivendicazioni delle coppie di omosessuali, clonazione: questi sono solo alcuni degli elementi che stanno provocando una vera rivoluzione della struttura della famiglia. In questo scenario di confusione, qual è il futuro della famiglia? Come può ancora assolvere al suo compito educativo ed essere il ruolo privilegiato della crescita e formazione degli individui?
Il libro affronta una problematica che riguarda l’intera società nella quale viviamo, e cioè tutto ciò che concerne le attuali trasformazioni della struttura della famiglia nel mondo occidentale. La famiglia viene considerata un’istituzione umana universale per due ragioni: perché somma il risultato della cultura, costruito dalla società, a un dato di natura, inscritto nelle leggi della riproduzione biologica. Secondo l’Autrice la famiglia oggi però presenta un paradosso, in quanto – disorientata dalla perdita dell’autorevolezza paterna, sballottata dalla trasformazione dei costumi e dalla precarietà dell’economia moderna – appare sempre meno capace di continuare a trasmettere i valori proposti per lungo tempo. E tuttavia, e in ciò sta il paradosso, viene considerata e rivendicata ancora per eccellenza come il luogo dello sviluppo individuale. La famiglia non è più contestata, rifiutata, messa a morte, dichiarata funesta per la libertà sessuale, soprattutto dai figli, che sembrano essere portatori di un sempre crescente inappagato/inappagabile “desiderio di famiglia”.
L’Autrice cerca di dare una risposta all’interrogativo che pervade il libro e cioè se i padri non sono più “i padri”, e se è vero che le donne controllano le procreazione e gli omosessuali hanno la possibilità di farsi spazio nel diritto alla filiazione; la famiglia è dunque condannata alla fine e con essa la possibilità per ogni prossimo individuo di costruirsi come soggetto.