È questa la prima raccolta in italiano degli scritti saggistici di Ferlosio che toccano nodi emblematici della sua riflessione: gli arsenali come volontà delegata e libertà alienata, la minaccia e la guerra come eclissi del libero arbitrio; la religiosità come obiezione all’ordalia e scelta dei perdenti, ostinata e antistorica negazione del principio di realtà promosso a criterio etico; i cinici fantocci verbali del genere Bene Comune o Pace Mondiale atti a distogliere dalle vere e singole tragedie; la pena di morte come alibi ideologico della viltà morale; la denuncia dell’ardore encomiastico di una cultura propagandistica al servizio dell’idolatria della Trionfale Epopea Umana del Progresso; il rifiuto di ogni “totalitarismo diacronico”, di ogni concezione “universale” e provvidenzialistica della storia, legittimata dalla violenza della dominazione.
