Golfo, Somalia, Jugoslavia: per le generazioni che non hanno mai vissuto l’esperienza dei bombardamenti, le separazioni, la tragedia della deportazione e del martirio dei popoli, l’avventura di un giovane corrispondente di guerra diventa una terribile testimonianza su quella che appare spesso una “guerra degli altri”, ma che ormai è sempre di più la nostra guerra, la nostra storia. Pagine tese ed emblematiche come quelle di un racconto, tanto più sconvolgenti quanto più lontane dalle nostre vite quotidiane.
Scrive Massimo Cacciari nella Presentazione al volume: “un senso d’assoluta irrealtà promana da queste pagine. Più il tono è sobrio, asciutto, descrittivo, più sembra narrare una favola – la più orrida delle favole. Libro breve, amaro, senza consolazione – e senza disperazioni esibite. Van bene questi libri, queste memorie, quando non pretendono di insegnare, ma mostrano senza enfasi tutta la nostra miseria. E da dove se no ripartire?”