La guerra è la massima tragedia che colpisce l’umanità. A leggere la storia dei popoli si constata amaramente che, per la maggior parte di loro, è una storia di guerra, non di pace. Nel fluire dei secoli – ma sin dall’antichità – dottrine politiche e persino religiose l’hanno giustificata, almeno a certe condizioni e per conseguire specifiche finalità. I due conflitti mondiali hanno fatto riflettere gli uomini sull’inutilità e assurdità della guerra. Gli stati, i popoli possono risolvere eventuali contese con il dialogo e la trattativa.
Il libro mette a fuoco i problemi della guerra moderna e le sue terribili conseguenze, le responsabilità di quanti cooperano a dichiararla e la vogliono. Si enuncia la pace come condizione permanente della convivenza civile.