La “Guida alle città sostenibili delle bambine e dei bambini 1998” del ministero dell’Ambiente nasce per valorizzare e diffondere le esperienze delle città che stanno lavorando verso la sostenibilità urbana vista dal punto di vista dei suoi cittadini più piccoli. Nello stesso tempo, la guida è uno strumento di “primo orientamento” per chi, amministratori locali in testa, vuole cominciare ad impegnarsi in questa direzione. Istruzioni di lavoro, che possono essere utili anche agli operatori dell’educazione, ai genitori, alle associazioni, ai cittadini.
Il quadro disegnato dalla guida, per quello che riguarda l’esperienza in corso, è più ricco di quanto un osservatore superficiale possa immaginare: il dato che le nostre città sono insostenibili per tutti ma soprattutto per i bambini è ormai acquisito. Inquinamento, piazze e strade occupate dalle auto, impossibilità dei bambini di vivere “con sicurezza”, contesti urbani degradati dal punto di vista urbanistico e sociale: non possono essere queste caratteristiche dei luoghi deputati al vivere. Le azioni che i bambini attraverso dei percorsi partecipativi, propongono, sono nello stesso tempo facili e complicate: nuova mobilità, ma anche, semplicemente, spazi per giocare in strada senza correre rischi; aree verdi dove vivere la dimensione – necessaria alla crescita – dell’esplorazione; cortili condominiali e scolastici agibili.
