Tema delicato e spinoso, quello dell’eutanasia. Basta appena accennare alla possibilità di dare una risposta civile e giuridica a chi chiede di poter mettere fine alla propria vita, se colpito da una malattia terminale, perché si alzi subito il livello della polemica. A trattare l’argomento è Giovanni Franzoni, animatore delle comunità cristiane di base e sensibile ai temi che toccano le persone comuni. L’idea è quella di mettere mano ad un tema cruciale del nostro tempo, proprio a partire dal termine “Eutanasia” parola insufficiente – secondo l’autore – per definire un insieme di comportamenti medici, sociali e di alto significato etico, che accompagnano la fine della vita”. Non c’è una buona morte e una cattiva morte ma c’è un evento che appartiene alla vita e che va condiviso socialmente. In modo che la fine della vita non rappresenti una vergogna od un peccato, ma una delle possibilità date all’uomo. Da vivere con responsabilità.
