La condizione di vita di chi varca la soglia dei settant’anni e non gode di risorse economiche e di salute sufficienti, configura spesso e volentieri situazioni estreme di esclusione sociale. Di fronte al “problema anziani” non ci si può limitare a denunciare lo schiacciamento dei diritti inalienabili della persona, occorre domandarsi che cosa induce l’anziano a lasciarsi andare di fronte alle avvisaglie della vecchiaia e a non voler combattere per riorganizzare la propria vita e la propria identità.
Giuseppe Micheli ha raccolto i risultati di una ricerca iniziata circa sette anni fa, ponendosi come obiettivo quello di indagare i meccanismi e le difficoltà quotidiane di fronte alle quali la popolazione anziana si trova a vivere, specie in grandi città come Milano. Il problema centrale, all’interno di questo libro, diventa quello di individuare le condizioni sociali che consentano all’anziano di mantenere la propria identità e dignità intatte, per evitare che si arrivi a considerare la condizione anziana come uno “stato finale di esclusione irreversibile”. Micheli vuole pensare all’identità anziana come a “una nave di Teseo” che nel lungo viaggio di ritorno da Creta ad Atene, rimase identicamente se stessa anche dopo che tutte le sue tavole furono sostituite in mare aperto una ad una.