Il suicidio non è patologia di alcuni, la tragedia di pochi, il disorientamento dei deboli, il non senso dei frustrati, la dismisura dei più giovani, la fine di chi non ce la fa; semmai, a lasciarlo parlare, esso diviene la cifra di una tensione, la figura universale di un dibattersi, un crogiolo del vivere che ci incammina tutti sulla via del coraggio di essere. Oggi, in particolare, il suicidio ha qualcosa da dire sul nostro modo di vivere e di dare senso alla vita nelle nostre società del benessere. Anche nel suicidio, mentre si consuma un dramma, si mostra qualcosa che ci apre tutti all’essenziale. L’etica, in modo speciale, si assume l’impegno di discernere questo essenziale: il desiderio di cambiare la vita.