Questo volume analizza le prospettive d’azione che i gruppi di sinistra alimentarono nei confronti del cattolicesimo italiano nel periodo della guerra e della resistenza. I soggetti dell’indagine sono, innanzitutto, i partiti: il PCI, il PSIUP (come allora si denominavano i socialisti) e il Partito d’Azione. Ma accanto ad essi l’autore non manca di considerare l’atteggiamento tenuto da gruppi non strutturati o da personalità isolate (Salvemini, per citare un nome solo, rappresenta un punto di riferimento sempre estremamente significativo). L’oggetto su cui si confronta la politica della sinistra italiana è il mondo cattolico: il Vaticano e l’apparato ecclesiastico, da un lato, e il nascente partito della Democrazia cristiana, dall’altro. Nell’analisi, questi ultimi elementi entrano di riflesso, perché il “focus” della ricerca è fissato sulla sinistra.