Dalla liberazione il PCI pose il problema dell’emancipazione della donna fra quelli centrali della società italiana, dando così inizio ad un vasto movimento di massa che, crescendo, spinse a sua volta il partito (in particolare all’inizio degli anni sessanta) ad un rinnovato impegno sui temi non soltanto del lavoro come condizione per l’eguaglianza ma anche dei diritti civili, della parità nella famiglia, del riscatto da ogni forma di subordinazione e discriminazione.
Gli scritti di Adriana Seroni, raccolti nel volume a cura di Enzo Rava, permettono di ricostruire nella sua continuità e nelle sue novità la politica comunista sui temi e problemi dell’emancipazione della donna (eguaglianza nel lavoro, diritto di famiglia, divorzio, aborto, movimento neofemminista, riscatto del sesso, “politico e privato”, crisi e austerità), politica intesa come contributo ad un articolato movimento diretto a rinnovare la società e consentire alla donna di poter finalmente esprimere tutta la ricchezza della sua personalità, superando gli spietati condizionamenti delle attuali strutture capitalistiche e insieme le scissioni imposte e indotte da una storia millenaria di discriminazione e servitù. In questi scritti degli anni settanta non viene “dettata la linea”, ma al contrario si studiano i problemi (con particolare attenzione alle novità emergenti) nella loro complessità e nelle loro contraddizioni, al fine di proporre iniziative politiche capaci di favorire la progressiva liberazione dei valori profondi della realtà femminile.