Il volume inizia esponendo in sintesi le teorie sociologiche classiche sulla religione, elaborate in epoca di transizione dalla società pre-industriale a quella industriale, e che l’autore ritiene ormai inadatte a interpretare adeguatamente i fenomeni religiosi di società industriali avanzate. Studia poi il concetto di “secolarizzazione” nella sua evoluzione sematica e rilevandone tutta l’ambiguità nel contesto dei più recenti sconvolgimenti a livello sociale e religioso. E, dopo aver descritto la notevole diffusione, sul piano internazionale, di nuove forme religiose, delinea le prospettive che sembrano aprirsi alla religione nella mutata condizione socio-culturale di questo inizio degli anni ’90.
L’analisi viene condotta a livello macro-sociologico (sistema sociale) e a livello micro-sociologico (mondi vitali): due modelli e metodi da mantenere paralleli in ogni forma di osservazione sociologica.
Punto d’arrivo di tutta la ricerca è la “de-secolarizzazione”, che secondo l’autore, comporta la riscoperta della religione anche “istituzionale” in quanto la sua pretesa “anti-modernità “di fatto ha contributo a custodire una concezione dell’uomo che in realtà è già oltre la modernità.
