Fra gli odierni tentativi di rinnovamento della metodologia, un posto centrale è sicuramente occupato dalla ricerca.
Molte realizzazioni, che sono apparse di rottura, perché si sono talvolta dimostrate approssimative e confuse, hanno suscitato però incertezze e dubbi. La critica principale, e più fondata, è che certi procedimenti definiti genericamente “ricerca”, anche se portano un senso di concretezza e di vivacità nella scuola, non favoriscono una autentica formazione culturale organica del discente. È perciò necessario fondare più scientificamente il modo di fare ricerca basandosi sulla struttura delle discipline, concepite non come insiemi di contenuti, ma come strumenti logici nati per dare significato alla realtà e da fare acquisire, nel corso dell’uso, proprio mediante la ricerca. Solo in questo modo si concilierebbero la concretezza e la occasionalità ambientali con una certa sistematicità di arrivo a livello però di strutture logiche e di ambiti mentali. I problemi pratici sono allora due: – promuovere ricerche corrette, anche a livello elementare, fondate cioè sulla struttura di ogni disciplina; – promuovere ricerche che, pur essendo entro certi limiti, occasionali e compiute, portino nel loro insieme alla formazione della persona (nel caso attuale, della sua componente logica e socio-civico-politica in modo preminente).
In questo volume sono raccolte ricerche di tipo sociologico, fatte in varie scuole di diverse località italiane, che vogliono essere un tentativo concreto, operativo, di risposta al primo problema, quello cioè della ricerca corretta; e che intendono prospettare concretamente, anche se ancora come indicazione, una risposta al secondo problema, quello cioè del piano di Lavoro.
