Questa ricerca ha come obiettivo lo studio dell’assistenza psichiatrica nel Meridione d’Italia in relazione all’attuazione della Legge n. 180 del 13 Maggio 1978 dello Stato Italiano.
Come è stata accettata, messa in atto, realizzata la legge di riforma sulla psichiatria nelle province meridionali d’Italia? Quali sono state le reazioni dei politici, degli amministratori, degli operatori psichiatrici, dei partiti e dei sindacati, della pubblica opinione? Quale è sta la risposta operativa complessiva all’emanazione delle leggi riformatrici: rifiuto, attuazione distorta o parziale, piena attuazione? Ed è possibile riconoscere una specificità meridionale nei modi dell’attuazione o nella complessa e fluente interrelazione di fattori che convergono nelle mancate risposte, nella distorsione dei servizi nello snaturamento della riforma? I risultati della ricerca mettono in piena evidenza come, nel meridione peninsulare d’Italia, le difficoltà di attuazione della riforma siano molto più di tipo politico, organizzativo e cultuale che non di tipo obiettivo e materiale. Arresto, rinvio, distorsione, snaturamento della riforma si connettono con la disseminazione dei centri decisionali, con il rafforzamento parassitario del ceto politico, con una peculiare “microfisica del potere”.
