Il volume prende in esame tre filosofi, Schopenhauer, Feuerbach e Nietzsche, che hanno dato importanza alla dimensione corporea dandole un’interpretazione vitalistica, come realtà animata fatta di volontà, forze e tensioni.
Gli autori mettono in evidenza anche il limite, la negatività della corporeità che appare come segno di fragilità nascosti però da una certa tradizione razionalistica ed idealistica. Appare così fondamentale il concetto di ambiguità del corpo non risolto dai nostri autori.
La prima parte del testo prende in esame l’affermazione e la negazione del corpo in Schopenhauer, la seconda il corpo come totalità umana e apertura al mondo di Feuerbach, infine la terza parte riguarda la corporeità come “affermazione della vita” in Nietzsche.
