L’autore descrive i comportamenti quotidiani di coloro che abitano il mercato dell’eroina e illustra, attraverso le loro testimonianze, le trasformazioni intervenute negli ultimi anni nella sua economia e nella sua cultura. È un’indagine di etnografia urbana, che comporta convivenza ed empatia con i soggetti, percepiti come un semplice gruppo occupazionale. Quale elemento di trasgressione si può cogliere nel lavoro di routine dei consumatori di eroina, se quella da loro svolta sembra presentarsi come un’attività di catena, ripetitiva, sfruttata? E quali trasformazioni hanno determinato questi soggetti nel panorama delle attività illecite e lecite, nelle organizzazioni criminali, nel carcere e nella società “sana”?
L’autore deve a una circostanza cruciale l’avvio e il compimento di questa ricerca: chi abita l’economia delle droghe è spesso disposto a raccontarsi in quanto avverte l’esigenza di denunciare chi lo stigmatizza, l’opinione pubblica in generale, e chi lo sfrutta, i distributori di droghe suoi “datori di lavoro”.
Lo studio presentato attiene alle realtà inglese e italiana, e in particolare si riferisce alle città di Londra e Torino, dove l’autore ha a lungo vissuto e lavorato. Ne emergono dei puntuali e illuminanti rilievi comparativi, a loro volta rari nella nostra letteratura sociologica e criminologica.