Come ha reagito nel suo complesso la chiesa Italiana alla spinta conciliare? Soprattutto a quella spinta che la portava a fare degli ultimi, dei poveri, degli emarginati non tanto un oggetto della sua carità, ma il suo centro, il soggetto della evangelizzazione?
Anche se la storia richiede ben più di un ventennio per rispondere a un tale quesito, oggi si può già affermare che al Concilio hanno fatto seguito momenti e gesti di grande rilevanza. Figure notevoli ed esperienze di portata rivoluzionaria hanno lasciato un segno indelebile e costretto a ridefinire i termini di molte questioni teologiche e pastorali. La cultura nuova che ne è nata sembra però essere rimasta spesso elitaria e in parte ghettizzata. Sotto molti aspetti non si è diffusa come ci si poteva forse attendere. L’utopia di cui era portatrice è ancora vitale o il suo seme rischia di essere soffocato?