Superando l’ormai scontata affermazione che la televisione annulla l’infanzia, Postman fonda le sue tesi sulla constatazione che lo spettacolo televisivo è visto quotidianamente tanto dall’adulto che dal bambino e da questa situazione di fatto ne scaturisce una esperienza comune che ha la facoltà di ridurre la distanza tra le generazioni. Ma se apparentemente ciò può risultare un’esperienza positiva, in realtà si verifica di conseguenza al fenomeno di cui sopra, un effetto negativo che porta l’adulto ad essere attratto verso la puerilità e il bambino verso i comportamenti più vicini possibile a quelli dei ‘grandi’. Da ciò non scaturisce altro che uno smarrimento della propria identità, della propria condizione. Da queste considerazioni basilari l’autore analizza le possibilità e le facoltà di educare nella società d’oggi.