Il volume sviluppa una riflessione sullo Stato sociale italiano a partire sia da risultati di ricerca, che da una discussione critica dell’operato e delle responsabilità della classe politica italiana. L‘idea di fondo è che, nel nostro paese, la realizzazione dei diritti sociali del cittadino, al di là delle enunciazioni puramente formali contenute nelle leggi, rappresenti una sfida che deve essere ancora raccolta. Questa tesi, tuttavia, non si traduce in una rozza rivendicazione “statalista”. Al contrario, l’autore individua le linee di una riforma sociale complessiva, che superi le attuali antinomie tra pubblico e privato, tra lavoratori e “cittadini-consumatori”, tra solidarietà collettiva e opportunità individuale, tra uguaglianza e libertà.