La globalizzazione contiene rischi e opportunità. L’opportunità è che la ricchezza del mondo può aumentare. Il rischio è che, in mancanza di interventi che correggono il corso delle cose, troppi ne restino esclusi. Ciò che determina tensioni e reazioni è, da un lato, l’annullamento delle distanze spazio-temporali che produce insicurezza e perdita di identità sociale e, dall’altro, il ripiegamento della politica che sembra aver rinunciato a ogni ruolo regolatore nei confronti dell’economia, rivelando una grave crisi della democrazia.
Secondo l’autore le strutture istituzionali mondiali vanno profondamente adeguate e rinnovate così da gestire meglio le nuove problematiche globali e dare finalmente risposte ai movimenti di protesta che ora vedono nella globalizzazione soltanto una realtà antagonista. Diventa dunque fondamentale mettere le istituzioni al servizio del mondo, ripensare a accrescere il ruolo delle istituzioni sociali a partire da quelle per la difesa del lavoro. In questo modo una società caratterizzata dall’insicurezza potrà ritrovare la necessaria coesione.
