Tra le numerose chiavi interpretative utilizzabili per affrontare lo studio del mutamento sociale in atto, in questo volume è stata scelta quella della flessibilità. La tesi proposta è che il concetto di flessibilità non possa essere adeguatamente compreso se disgiunto da quello, complementare, di rigidità, così come il pensiero sociologico soprattutto di matrice evoluzionistica sembrerebbe sostenere.
Ma proprio la rivisitazione critica dei contributi teorici degli autori considerati (Saint-Simon, Spencer, Durkheim, Parson, Luhmann, Crozier, Dahrendorf) induce a proporre un’interpretazione più problematica del concetto stesso e ad introdurre quindi la distinzione analitica fra flessibilità di adattamento e flessibilità di autonomia. Questa distinzione risulta particolarmente significativa nell’analisi, svolta nella seconda parte, di tre ambiti della realtà sociale: il lavoro, la formazione il “terzo settore”.
