Parlare di spesa sociale come “investimento” è facile e naturale in periodi di vacche grasse, quando ad essa si possono destinare ingenti volumi di risorse finanziarie; ma è difficile e sospettabile in periodi di vacche magre, quando c’è crisi di sviluppo del reddito e della spesa pubblica. Il fatto che sia diventato difficile e sospettabile, non vuol dire che il parlare di spesa sociale sia un compito da cui defilarsi con furbizie di silenzi o di retoriche; anzi è compito oggi assolutamente doveroso, perché oggi più di sempre occorre capire meccanismi, processi, istituti, procedure, entità dei vari interventi sociali e dei bisogni che li sottendono.
Per questa ragione, per dare base di conoscenza e di riflessione ad una “politica” della spesa sociale, il Censis ha redatto questo schematico testo. Su di esso è stata condotta una puntuale e rigorosa verifica, nell’ambito di un ristretto ma qualificato gruppo di operatori (politici, sindacati, categoriali, esperti) attenti ai problemi del settore.