La formazione al mestiere di operatore sociale è un processo di estrema complessità che si realizza integrando indissolubilmente apprendimenti teorici e apprendimenti pratici. I primi forniscono lo sfondo culturale e i parametri astratti (il “sapere”), i secondi sviluppano atteggiamenti ed abilità concreti, in riferimento a precise esperienze di lavoro (il “saper fare”). L’apprendimento esperienziale sul campo non si esplica in una mera “applicazione” di principi teorici nel lavoro pratico ma, al contrario, ha una ben più precisa identità, coprendo quei versanti della formazione (gli atteggiamenti, l’uso del Sé, la padronanza della tecniche specifiche, ecc.) che il solo apprendimento cognitivo non riesce di per sé a garantire. Il volume approfondisce le più comuni metodologie didattiche per impostare correttamente le esperienze pratiche di formazione professionale degli assistenti sociali nei vari campi di applicazione del lavoro sociale. Oltre agli aspetti metodologici della gestione del tirocinio, vengono identificati e affrontati – da un punto di vista finalmente pratico/operativo – i molteplici problemi che i tutor e i supervisori incontrano nel programmare i percorsi di apprendimento più idonei per ciascuno studente e, in seguito, nel valutare accuratamente il grado di abilità raggiunto. In particolare, viene presentata un’ampia gamma di tecniche specifiche di supervisori (la discussione guidata, la registrazione di processi psicologici, l’osservazione, la simulazione di ruolo, la supervisione in gruppo, ecc.).