L’arco cronologico degli studi di questo volume – dalle conseguenze che ha avuto la comune di Parigi sul movimento operaio e sul pensiero di Marx fino alla lotta politica e alla profonda maturazione ideale dei comunisti italiani nella Resistenza – indica una complessità tematica e al tempo stesso uno sforzo costante di “capire la storia del movimento operaio italiano nel contesto del movimento operaio internazionale”, che è, sottolinea Franz Marek nell’introduzione al volume, una caratteristica del lavoro di Ragionieri, fondato sulla convinzione che la storia del marxismo “non è semplicemente una storia delle diverse interpretazioni del marxismo, ma è contrassegnata dalle posizioni assunte in rapporto alle tradizioni culturali e agli sviluppi peculiari di un paese”. Così allo studio su “Lenin e l’Internazionale” si collega immediatamente quello sul “Socialismo Italiano e il movimento di Zimmerwald”, mentre il vasto lavoro sul “Programma dell’internazionale comunista” o il drammatico profilo dedicato a Bucharin sono evidentemente alla base di quella ricostruzione dei problemi e degli ambienti in cui operò il Partito comunista d’Italia, studiati in “Problemi di storia del Partito comunista italiano” e “Il Partito della svolta”. La ricerca spregiudicata di Ragionieri mette in luce aspetti e documenti che illuminano la gravità degli scontri di quegli anni, in cui il potere di Stalin andava prevalendo in Urss e nel Comintern, e dà particolare spicco al contributo di Togliatti nell’elaborazione delle idee che sono alla base del “partito nuovo” e della “via nazionale al socialismo”.
