“Anonimi sono soltanto coloro che vogliono rimanere tali, barricati in casa dietro codici, citofoni, porte del garage e cancelli elettronici. Ho imparato presto che a parte loro – e anche loro potrebbero riservare delle sorprese – tutti hanno una storia da far conoscere. Che la frase che ritorna più spesso quando si parla con persone incontrate per caso e che, tutt’a un tratto, si abbandonano a una confidenza di cui a volte ci si rimprovera di non essere degni, è: “Ah, se lei sapesse: la mia vita è un romanzo”. Ogni esistenza svelata in questo modo dà un peso, un valore, non solo a chi la racconta, ma anche a chi l’ascolta. A condizione di non voler scavare troppo a fondo. Di lasciar dire, semplicemente, quel che è là e ha un bisogno imperioso di essere detto. Non ci si rivedrà mai, ma i volti e le voci perdurano”.
Suo padre Henri, grande sinologo francese, muore a Buchenwald.
Suo fratello Jean, partigiano, viene ucciso in combattimento nel 1944.
Sono loro le api da cui parte il racconto di François Maspero. Libraio ed editore militante del Quartiere latino, giornalista, traduttore, scrittore, Maspero ripercorre la sua vita attraverso gli incontri e le lotte che l’hanno segnata: la guerra d’indipendenza algerina, la parabola della Cuba di Fidel Castro, la Bosnia devastata dalla guerra, la Palestina.
Un lungo viaggio attraverso i paesaggi umani che hanno cambiato la nostra storia, visti dallo sguardo lucido e pungente della vespa Maspero.