In Italia ogni giorno due giovani si tolgono la vita, mentre altri dieci tentano di farlo. Si tratta un fenomeno che rappresenta una drammatica e crescente emergenza sociale, la cui natura è necessariamente complessa e richiama un intreccio di fattori sociali, psicologici, relazionali, biologici, familiari. Tale complessità propone interrogativi che riguardano i diversi potenziali interlocutori. Come può fare un genitore o un amico per prevenire una condotta così disperata?
Quale può essere la risposta di un servizio psichiatrico e come si deve comportare un operatore sanitario o sociale? Quali sono i fattori di rischio più comuni e come identificarli precocemente? E ancora, le comunicazioni di massa possono contribuire a indurre un giovane a togliersi la vita, in che modo evitarlo? Che ruolo può e deve avere la scuola nel prevenire una crisi e intervenire su un giovane in difficoltà?
La risposta ad ognuna di queste domande contribuisce a delineare il vuoto aperto dall’angoscia di dover crescere e da una penosa e precoce stanchezza di vivere. Il libro ha al centro della sua ricerca proprio questo vuoto. Non vuole asetticamente spiegarlo, ma invaderlo per contaminarlo e per scoprirne il senso e le dimensioni.
