Siamo indubbiamente coinvolti in un profondo sconvolgimento dell’immaginario e dei modi in cui l’uomo abita il mondo. Ma la prospettiva futura è duplice e incerta.
Da un lato l’immagine; il galleggiamento nel vuoto dei referenti; il dominio di una superficie priva di fondo; l’erramento nel labirinto degli specchi che rimandano sempre e solo immagini prive di consistenza e di identità.
D’altro lato l’emergenza di referenti forti, collocati al di là di ogni possibilità di simbolizzazione e di ogni procedura di derealizzazione; la nuova barbarie di una irriconoscibile cosa in se che forse predispone tutta una strategia della catastrofe.
I saggi che compongono questo libro, scritti tra il 1977 e il 1981, si muovono tra queste due prospettive alludendo ora all’una ora all’altra.
