Mani invisibili sono state, per lungo tempo, quelle delle donne straniere, nascoste tra le mura delle proprie case o in quelle delle famiglie in cui, lasciato il paese d’origine, lavorano come domestiche. Mani al lavoro, mani necessarie a sostenere il peso della propria e dell’altrui riproduzione sociale, da sempre volutamente occultate da una cultura d’origine che impedisce la stessa percezione di sé.
Il volume indaga le condizioni di sfruttamento in cui le donne immigrate vivono e lavorano, dimostrando come ciò sia correlato ai bisogni e ai processi di produzione delle società occidentali. Il nuovo protagonismo sociale delle donne straniere sta finalmente restituendo loro un’identità e un ruolo fino ad ora negati.
