Cosa sono e quante sono le famiglie di fatto in Italia? Cosa si intende con l’espressione “genitori soli in Italia?” Che vuol dire per i ragazzi vivere in una famiglia ricomposta? E le famiglie unipersonali cosa sono, e quelle miste?… “Non esiste un modo di essere e di vivere che sia il migliore per tutti. La famiglia di oggi non è né più né meno perfetta di quella di una volta: è diversa, perché le circostanze sono diverse”. Queste parole del sociologo francese Emile Durkheim, scritte alla fine dell’800, a più di cento anni di distanza sono almeno in parte ancora valide e ci aiutano sia a comprendere la pluralità delle forme familiari al giorno d’oggi, sia a inserire le trasformazioni della famiglia contemporanea nel quadro del più vasto cambiamento storico e sociale. Per cercare di comprendere le caratteristiche della famiglia contemporanea, bisogna fare un passo indietro, sostiene l’autrice, tornando per un momento al periodo storico in cui si afferma e si consolida la “famiglia moderna”: è quella che è stata giustamente definita “l’epoca d’oro del matrimonio”, in cui sessualità, amore, procreazione sono “moralmente e socialmente ammessi” solo all’interno dell’istituzione matrimoniale. Paradossalmente, è proprio l’aver posto l’amore a fondamento del matrimonio moderno e contemporaneo uno dei fattori che hanno reso più fragile di un tempo l’unione coniugale: prendere coscienza di non provare più un sentimento forte, e quindi sentire di non essere più felici, può velocemente portare alla fine di un matrimonio. Ma l’affermarsi e lo svilupparsi dell’individualismo affettivo non basta a spiegare le trasformazioni della famiglia contemporanea. Un fattore altrettanto importante, per la Zanatta, espressione di un mutamento storico di grande portata, sta nel cambiamento della condizione delle donne nella società, che solo in parte si può ricondurre a una richiesta di autonomia individuale, poiché scaturisce da un’esigenza altrettanto insopprimibile di parità: la diffusione dell’istruzione e del lavoro femminile ha dato un duro colpo alla tradizionale condizione di inferiorità della donna e contribuito anch’essa alla crisi dell’istituzione matrimoniale.