Non è un libro di storia. Si potrebbe invece definire un libro per la storia di certi anni, grosso modo il primo decennio repubblicano: 1946 -1956. Rovistando tra documenti, lettere inedite, fogli di carta stampata e fondi d’archivio, l’autore ha cercato di offrire dapprima alcuni ritratti di personaggi che gli sono stati familiari, cogliendoli nei loro lineamenti emblematici: Calvino rivoluzionario del dopoguerra; Cesare Pavese e il caso nato dal suo suicidio; un Togliatti chino al suo scrittoio di segretario del Pci e di uomo di cultura. Un approccio analogo, senza la pretesa di condurre una ricostruzione sistematica bensì facendo parlare, anche ruvidamente, un testo ritrovato, una testimonianza scritta rivelatrice, un ricordo personale, è stato usato anche per il seguito del libro che affronta questo e quell’aspetto di un tempo che era il tempo (e il mondo) della guerra fredda: contrapposizioni totali di schieramenti politici e sociali, miti ideologici e realtà di lotte di classe, ascesa e brusca caduta di certezze.
