Nel corso degli anni novanta si è assistito al grande sviluppo delle organizzazioni non profit. Associazioni di volontariato, cooperative sociali, ong, associazioni di promozione sociale, fondazioni ecc., sostenute da una legislazione favorevole si sono moltiplicate prepotentemente divenendo una realtà socio-economica di dimensioni ragguardevoli. Questo fenomeno che sembra così recente, quasi “senza storia”, anche agli stessi operatori che lo vivono in prima persona, in realtà ha già una lunga tradizione alle spalle. Risale infatti alla seconda metà dell’ottocento l’inizio di quel percorso travagliato che dalle prime società operaie di mutuo soccorso, dalle cooperative, dalle opere pie, dal solidarismo cattolico, attraverso le “catene” del fascismo, il difficile periodo della ricostruzione, il fermento degli anni sessanta, porta alla multiforme realtà del terzo settore odierno. Un’esperienza di impegno per l’emancipazione collettiva, la promozione dei diritti, la giustizia sociale, la diffusione della democrazia, la costruzione di un’economia alternativa che può insegnare molto al presente. Il terzo settore, oggi, si trova ad affrontare i problemi e nodi critici che si sono spesso già presentati, in termini simili, sono già stati fonte di discussione, di conflitto, e qualche volta hanno avuto soluzione positiva nel passato.
Il libro di Giulio Marcon ripercorre, in sei capitoli, la storia dell’”azione sociale collettiva” dalla seconda metà dell’ottocento ai giorni nostri, riflettendo, criticamente, sull’evoluzione dei suoi rapporti con la politica, le istituzioni, l’economia, i valori sociali. Il passato serve per fare chiarezza sul presente, per ricordare i principi di fondo che hanno guidato l’impegno sociale e l’organizzazione dal basso della società. Principi che a volte sono venuti meno ma che vanno difesi, per salvaguardare il valore e l’efficacia dell’impegno di tanti volontari e attivisti sociali, di coloro che cercano di mettere in pratica “quel ben fare cui ci richiama Dante nella Divina Commedia che ci riscatta dal fiacco e lento fluire di una vita d’accidia”.
