Con la Rerum Novarurm (15 Maggio 1891) Leone Dehon aprì ufficialmente le porte della chiesa a due temi – democrazia e socialismo – attorno ai quali era ruotato il mutamento sociale ottocentesco. Questa enciclica profondamente innovatrice apparve a padre Leone Dehon (1843–1925) un avvenimento tra i più grandi del secolo: un’esplicita dottrina sociale, con la quale si sentiva in naturale consonanza, avrebbe d’ora in avanti dovuto sorreggere l’azione pastorale della chiesa.
Padre Dehon, in giovane età sensibile cappellano in una delle regioni operaie più depresse della Francia (l’Aisne), poi fondatore degli “Oblati del Cuore di Gesù”, divenne così in breve tempo l’apostolo più convinto dell’enciclica in terra di Francia, o, come diceva modestamente egli stesso, il suo “piccolo fonografo”.
Il volume raccoglie i contributi presentati al Colloquio di studio promosso in occasione del centenario dell’enciclica dall’Institut Catholique di Parigi con la collaborazione del Centro dehoniano di Bologna.
La figura di padre Dehon e il suo pensiero sociale vengono analizzati sia nella loro dimensione più strettamente biografica, sia in relazione al contesto economico, politico e spirituale della Francia di Fine Ottocento.
Particolare attenzione viene dedicata al rapporto personale che legava il più giovane sacerdote francese all’anziano pontefice e alla attività pubblica di mediazione e conciliazione svolta da padre Dehon a cavallo del XX secolo.