Il testo propone l’idea, di certo controcorrente, di considerare la scuola non più un modello vuoto e conservatore, corpo isolato, incapace di recepire le provocazioni più pressanti provenienti dalla realtà ed ininfluente sui destini del mondo, ma come organismo formativo capace di un progetto di educazione e di società.
Il CEM, che ne ha curato il testo, ha messo insieme educatori e pedagogisti del calibro di Paulo Freire, Johan Galtung e Mario Lodi con esponenti qualificati di movimenti e organismi impegnati nell’educazione alla pace, allo sviluppo, alla mondialità, ai diritti dell’uomo e dei popoli per affermare che una scuola alternativa è già operante in Italia e in ogni parte del mondo con mille esperienze che hanno solo bisogno di imporsi sulla sclerosi dell’istituzione.