L’avvento della società industriale avanzata ha privato l’anziano del ruolo di depositario dell’autorità e della saggezza da lui ricoperto nelle società tradizionali: invecchiare equivale a una perdita di potere vitale, economico, sociale, come se la vecchiaia altro non fosse che un preludio alla morte.
Forte dell’esperienza professionale acquisita ascoltando le storie, i bisogni, i disagi, le ansie degli anziani, l’Autore si è proposto di parlare, non da clinico per clinici, ma da essere umano ad essere umani, a chi è “vecchio” e a chi lo diventerà, per aiutare l’uno e l’altro a vivere più serenamente una fase dell’esistenza alla quale tutti prima o poi dobbiamo approdare.