La consapevolezza del momento di transizione che attraversa la famiglia contemporanea ci impone di sottrarci a tutta una serie di alternative che hanno contrassegnato il dibattito sulla famiglia nell’epoca moderna. Siamo infatti abituati, ormai da tempo, a pensare alla famiglia come una realtà dicotomica, ricostruibile, cioè secondo due diversi modelli, contrapposti e antagonistici: il modello che dà il primato ai componenti sulla famiglia; il modello che vede nella famiglia un gruppo sociale chiuso e quello invece che vi vede un gruppo sociale aperto; il modello che riconosce un primato al marito e quello che predica invece la totale equiparazione dei coniugi. Alternative, queste, che in definitiva si condensano in quella tra modello tradizionale ipergiuridicizzato e modello moderno e degiuridicizzato della famiglia, con la conseguente fortissima tensione a far trionfare il modello “moderno”, indipendentemente dai suoi meriti e dai suoi demeriti, solo in quanto “moderno”. All’interno di questa prospettiva, Francesco D’Agostino getta le basi per un “ripensamento della famiglia”, come comunità di amore e di solidarietà, studiata all’interno della società nelle sue dimensioni costitutive di diritto e matrimonio.