Quando compare all’orizzonte del “nostro” mondo, lo straniero può presentarsi come un essere incomprensibile.
Talora si stenta persino a riconoscergli la caratteristica stessa di uomo, come nel villaggio russo, evocato da Oblomov (l’eroe di Goncarov) nel suo celebre “sogno”, dove uno straniero, capitato lì per caso, viene scambiato addirittura “per un serpente o per un lupo mannaro”.
Nel libro si analizzano esempi provenienti da campi assai diversi: ora dall’antichità, ora dalle società di interesse etnografico, ora dall’interno stesso della riflessione che la cultura occidentale ha sviluppato sui suoi confini. I vari saggi costituiscono la rielaborazione di alcune fra le relazioni presentate al convegno svoltosi presso l’Università di Siena nei giorni 8-9-10 dicembre 1989, organizzato dall’Associazione di studi interdisciplinari “Antropologia e Mondo Antico” e dal “Centro interdipartimentale di studi antropologici sulla cultura antica”.