Il libro documenta e ricostruisce la storia dell’Associazione Nazionale Emodializzati. L’Associazione è composta da persone accomunate da una patologia che purtroppo nei prossimi anni interesserà un numero ancora maggiore di individui.
La complessità e la delicatezza dei problemi posti dalla condizione di dializzato – la necessità di fruire di strutture ad alta specializzazione, la dipendenza da una “macchina” per continuare a vivere, l’attesa di un trapianto renale – mette in risalto il ruolo che una associazione di base di malati può svolgere per correggere e superare le distorsioni e le carenze del sistema sanitario italiano. Dalle pagine del libro emerge evidente un ottimismo concreto e propositivo circa la funzione dell’organizzazione dei malati. È questo il metodo più efficace per affiancare criticamente le strutture sanitarie, per informare in modo corretto, per orientare nella ricerca di soluzioni.
Una esperienza questa da ripensare non solo in chiave di speranza di democrazia, ma di proposta ed esempio essa stessa di democrazia applicata.