Il testo illustra l’esperienza di un anno di lavoro di un Servizio di Salute Mentale territoriale di Napoli, a due anni dalla promulgazione della legge 180. La specificità dell’esperienza risiede nell’essere il Servizio rivolto alla sola utenza femminile e gestito interamente da tecnici-donne che si riconoscono in una visione del mondo femminista. Il volume presenta tutta l’attività svolta dal Servizio, con l’intervento su 122 casi di cui 1002 prime utenze.
Viene poi descritta l’ipotesi e la metodologia dell’intervento con la valutazione dei suoi effetti. Tutto il lavoro nel suo complesso si configura come un nuovo approccio teorico e pratico al disagio psichico femminile il cui luogo di formazione è da rintracciarsi nella condizione di esistenza della donna, strutturata secondo gli schemi di soggezione propri del suo ruolo storico. Da questo punto di vista parte l’analisi della malattia mentale della donna, e la decodifica delle crisi e dei sintomi psichiatrici. Essi vengono considerati – contrariamente a quanto affermato in psichiatria – non più come radici di una anormalità da superare “ad ogni costo”, ma come espressioni della insostenibilità del tipo di vita. L’intervento del Servizio si struttura allora nella direzione di una modifica del contesto di vita – soggettivo e oggettivo – all’interno del quale si sono prodotti i sintomi e la sofferenza psichica.
