Chi potrebbe sottovalutare la straordinaria concentrazione di potere che si condensa dentro la macchina delle notizie? “La notizia è quella che i giornalisti vogliono che sia”, dicono gli americani, titolari del sistema d’informazione più libero e insieme più controllato, più trasparente e insieme più soggetto alle pressioni della corruzione. Tra queste due polarità, quella del fedele testimone della verità, e quella del satanico e arbitrario manipolatore di opinioni, si pone la realtà di una professione difficile, che conosce, ma non sempre dichiara, un insieme complesso di tecniche e di regole. Quando in un giornale si sceglie una notizia, si decide un articolo, si fa un titolo, si costruisce uno scoop, ogni volta si fa riferimento implicito a quelle tecniche e a quelle regole.
Il libro ha l’ambizione di raccontare i segreti del mestiere, riferendosi non a un qualche astratto parametro di generica professionalità, ma al concreto mondo storico del giornalismo italiano d’oggi, con le sue concentrazioni e le sue strategie di mercato, coi suoi modelli e i suoi miti, con le sue gerarchie e i suoi valori. Pansa e Bocca, Guzzanti e Biagi incarnano in questa chiave diverse – e non equivalenti – maniere di servire una moralità, di assumere una responsabilità, di assolvere una funzione civile.
