Con una impostazione manualistica, riscontrabile negli otto brevi capitoli che, in termini concisi ma densi, delineano i tratti delle teorie oggi più discusse nei campi della sociologia della devianza e della criminologia, il volume vuole offrire una sorta di “prontuario”, a disposizione degli studenti e degli operatori del settore.
La trattazione si sofferma in particolare sulle critiche opposte ed opponibili ad ogni singola teoria. Al di là di discutibili mode, il lettore è invitato a “giudicare” le teorie sulla base dello statuto empirico dei loro enunciati, e non di eventuali capacità “evocatrici”. Ciò che si propugna è la maturazione di un giudizio ragionato, autonomo, e, si vorrebbe forse dire, in una certa misura anche “sofferto”.
