Una pubblicazione unica nel panorama italiano, che si differenzia da quelle sulla bioetica e sulla riproduzione artificiale perché evidenzia la centralità del genere e del corpo femminile. La donna protagonista da sempre di un processo di procreazione di giorno in giorno più medicalizzato, è radicalmente rimessa in questione dalle tecnologie della riproduzione artificiale.
Con spunti di notevole originalità e grazie ad uno sguardo attento alla letteratura internazionale, l’autrice di questo libro – ricercatrice presso il dipartimento di sociologia dell’università di Milano; fra le fondatrici del Gruppo di Ricerca sulla Famiglia e la condizione Femminile (GRIFF), si occupa da anni di riproduzione con particolare attenzione al parto, alle tecnologie riproduttive e all’interazione medico paziente-donna – osserva l’impatto della riproduzione artificiale sull’esistenza delle donne, con particolare attenzione all’identità e alla costruzione sociale del sesso femminile; abbiamo così un punto di vista di genere, nei riguardi della scienza e della medicina, che rileva la tensione tra scelta individuale e pressione sociale.
