Libro-reportage scritto a più mani durante tre mesi di guerra in Afganistan. Chirurghi, infermieri, giornalisti, filmaker raccontano giorno dopo giorno ciò che il paese sta vivendo in questa drammatica situazione. I loro racconti mostrano tramite le immagini, quello che vedono, scrivono quello che ascoltano, i commenti della popolazione, aggiornano sulla situazione. Senza retorica, senza filtri, senza immagini di repertorio. L’intero ricavato del libro è destinato ad Emergency, e con Emergency è nato appunto il progetto di condividere la realtà afgana di tutti coloro che con l’organizzazione di Gino Strada sono vicini ogni giorno. Il libro è il racconto del contatto diretto con il popolo di Emergency da parte di amici e sostenitori che con Strada hanno vissuto le conseguenze delle guerre.
“La guerra dura sino a che durano le immagini televisive che la raccontano. – scrive Ennio Remondino nella prefazione del libro – Dove sono finiti ora l’Afganistan e soprattutto la gente afgana? Le guerre invisibili non si raccontano, quindi non esistono. Quando muore, la guerra non lascia orfani, strascichi, conseguenze che valga la pena di raccontare successivamente così che ogni guerra, anche se scaturisce sempre da una precedente, appare nuova di zecca, bella e pronta per essere proposta come una novità attorno a cui raccogliere le nostre attenzioni e per stupirci”.
Ogni giorno Emergency inviava scritti che apparivano sul sito: quelle pagine oggi sono diventate un libro. Un libro per la pace.
Il libro è scritto a più mani da: Gino Strada (chirurgo e fondatore di Emergency), Fabrizio Lazzaretti e Alberto Vendemmiati (filmaker), Giulietto Chiesa, Maso Notarianni, Gian Luca Pasini, Vauro (giornalisti), Matteo Dell’Aira (infermiere), Marco Garatti (chirurgo).