Scomodi al cuore e alla ragione, gli handicappati gravi non hanno generalmente voce né visibilità. Il limbo di semioscurità che confina le loro vite, i loro percorsi, le loro emozioni si costituisce infatti in muro di vergogna: un muro dentro cui restano rinchiuse anche le passioni di quanti insieme a loro agiscono e crescono. Gli autori di questo libro hanno scelto di infrangerlo, quel muro, con un mi riguarda che è, al tempo stesso, riconoscimento di un dolore grande e rivendicazione di consapevolezza, conquiste, amore. Questo libro apre una porta, offre un’opportunità, indica un percorso possibile verso una solidarietà non pietistica, verso un concreto agire, verso il recupero di quella parte sofferente della società e di ciascuno che tutti ci riguarda.
Questo “libro collettivo” è nato per iniziativa della Fondazione Luisa Flaviano, creata a Lugano da Rosetta Flaviano in memoria della figlia. La Fondazione, nonprofit, ha lo scopo di promuovere e sostenere iniziative che permettano a soggetti portatori di handicap di partecipare a varie attività ricreative, complementari a quelle promosse da enti pubblici.
