Le rilevanti disparità regionali nel regime demografico costituiscono ormai uno dei maggiori problemi connessi all’evoluzione demografica del nostro paese, tanto più che gli squilibri territoriali sul piano demografico si intrecciano strettamente con gli squilibri sul piano economico e sociale.
In considerazione dell’importanza della dimensione regionale dei fenomeni demografici, gli autori affrontano, con una molteplicità di approcci, uno studio articolato delle migrazioni interregionali in Italia ricercando il loro reale impatto sull’evoluzione del modello regionale di sviluppo demografico. Almeno uno dei risultati della ricerca appare piuttosto importante per le sue implicazioni d’ordine economico, sociale e politico. Il regime demografico regionale più recente, che sembrerebbe assai più equilibrato del passato, contiene, in realtà, intrinseci elementi di squilibrio che nel prossimo futuro potrebbero aggravare ulteriormente la contraddizione tra il Meridione e il resto del paese. Le attuali tendenze demografiche implicano, infatti, un aumento della concentrazione territoriale della popolazione e una crescita del peso demografico del Mezzogiorno, ancora largamente dipendente dal resto del paese: ciò potrà causare fortissime pressioni che non troveranno, come è avvenuto nel passato, la loro principale soluzione nelle migrazioni, anche per la maturazione socio-culturale e la presa di coscienza politica della popolazione meridionale.
